PAOLO TIGLI
IL PROGRAMMA

 

E’ necessario che Rieti non si lasci definitivamente morire: la chiusura di aziende ed esercizi commerciali, il desiderio di fuggire da parte dei giovani e l’invecchiamento della popolazione di una città che sta diventando sempre più dormitorio ne sono segnali preoccupanti.

Sembra quasi una società che in un certo qual modo voglia congedarsi dalla storia. E’ necessario ritrovare un senso ed una speranza più viva.

Non si ha certo la pretesa di risolvere radicalmente e definitivamente tutti i problemi in quanto si ha la piena consapevolezza che nessuno possiede la panacea per tutti i mali, ma si sente forte il dovere di tentare di offrire un, seppur minimo, sostegno affinché si possa ritornare a donare ai figli un po’ più di tempo, un minimo di sicurezza in più circa il futuro, ovviare ad una progressiva perdita di orientamento per rendere più facile anche la formazione di famiglie.

Occorre fare il possibile per ridonare una certa speranza, la più concreta possibile, di poter vivere e lavorare nella Città di Rieti evitando lo spopolamento e l’emigrazione giovanile verso altre città.

E’ necessario cioè che Rieti viva, che reagisca che diventi un cuore che pulsa e non un cuore meramente geografico della Nazione.

Questo non è solamente un auspicio: riteniamo che la cosa si possa fare perché crediamo non demagogicamente in due fondamenti:

1) ci sono le risorse umane e le capacità necessarie. Forse tutt’ora dormienti o non coinvolte nella giusta maniera, ma ci sono;
2) l’intima consapevolezza, una conseguenza rispetto al punto precedente, che ce la si può fare, ma alla condizione, che si faccia INSIEME.

Può anche darsi che alcuni principi enunciati in questo documento possano suonare ovvie ma spesso, proprio l’ovvietà viene trascurata ed invece può risultare, per certi aspetti, una novità.

Mettere insieme aspirazioni, esperienze, culture e professioni diverse, nasce dalla univoca consapevolezza di dover dare un contributo alla rinascita del nostro territorio; una speranza alle migliaia di cittadini, alle famiglie ed ai giovani che nella nostra realtà vivono, che da essa traggono le loro origini e che ad essa vogliono dare una prospettiva.
Per questi motivi si ritiene opportuno affermare con forza che il vero candidato di questo movimento è ….. la CITTA’ di RIETI.
Nasce così “Rieti Viva”, formato da reatini per Rieti, con un unico obiettivo: il bene comune della Città e della sua comunità.

La metodologia del dibattito all’interno del movimento è quella della “idea condivisa” insieme ai cittadini in una logica sistemica che non guarda solo il singolo problema ma che opera in un quadro strategico globale. E’ questa una metodologia per mezzo della quale si può ricreare un clima nel quale culture e generazioni diverse trovino denominatori comuni più ampi possibili in cui riconoscersi

E se la città è il naturale e primo obiettivo programmatico, è da essa che si deve partire per tracciare un credibile lavoro.

Non si vogliono adottare interventi che prevedano demagogici ed anacronistici azzeramenti di ciò che è stato fatto nel passato, non si vuole cadere nel vizio diffuso di parlare male del precedente governo, non si vuole parlar male di nessuno e tanto meno dei partiti che sono fondamentali per la gestione della cosa pubblica. Si ritiene però che le cose, così come l’attualità ci mostra, non possono essere accettate.

E’ di moda una “cosificazione” della cosa pubblica, un non amore e dedizione per il pubblico e questo fenomeno possiede le caratteristiche tipiche della “regressione sociale”

Si ritiene allora improrogabile un riesame critico degli strumenti fin qui adottati che includa interventi dal breve, al medio e fino al lungo periodo, che abbiano carattere di omogeneità anziché di disorganicità, di crescita, di modernizzazione e di recupero identitario della città stessa.

Il programma unanimemente elaborato e di seguito illustrato, sarà oggetto di dialogo franco e sereno con i cittadini fino al momento del responso delle urne ma anche dopo, perché costantemente verranno prese in considerazione le esigenze di tutti coloro che vorranno dare un concreto contributo a quella che sarà l’azione di governo.

Area organizzazione

Si ritiene altamente necessaria una armonizzazione degli Assessorati che dovranno elaborare e cooperare, condividendoli, alla realizzazione di piani strategici comuni.

Dovranno essere Assessorati che dialogano tra di essi e con le altre istituzioni del territorio in un’ottica di trasparenza ed intelligibilità. Proprio la garanzia di trasparenza e l’accesso agli atti nei termini stabiliti dalla Legge, la celerità e la qualità degli atti e dei servizi offerti ai cittadini dovrà essere fondamentale nella conduzione della Amministrazione.

Sarà altresì fondamentale l’attenzione al trasferimento (e superamento) delle “Buone Prassi”, cioè alle esperienze positive di altre Amministrazioni Comunali, d’Italia e non solo, per la soluzione delle criticità e l’implementazione e/o sviluppo di una rete per lo scambio di informazioni (le cosiddette “comunità di pratica”).

A tale scopo sarà utile la partecipazione a progetti multilaterali volti allo sviluppo dell’innovazione proprio delle buone pratiche o prassi come sopra indicato.

In questo quadro dovrà essere necessariamente prevista anche la Certificazione della Qualità dei servizi che hanno a che fare con l’esterno previa formazione specifica e formazione sulla comunicazione efficace degli addetti diretti.

Commercio

Per il Commercio sarà necessario avviare una riflessione sull’insediamento delle medie e grandi strutture di vendita che va a scapito dei commercianti reatini (perché, a questo proposito non proporre un consorzio di commercianti reatini?) con l’altrettanto necessaria rivisitazione della ZTL che attualmente non scontenta solo molti cittadini, ma anche molti commercianti del centro storico.

Cultura

Maggiore valorizzazione dei Musei esistenti e del patrimonio storico, artistico e archeologico del territorio e conseguente, ove possibile, adesione a progetti nazionali/europei che prevedano la ricostruzione virtuale e conseguente inserimento museale dei siti architettonici e archeologici presenti nel territorio, ivi compresi i siti di archeologia industriale.

A proposito dei archeologici industriali, c’è da aggiungere che in tutto il mondo questi ultimi fanno tendenza e spesso, opportunamente restaurati, sono utili come luoghi di aggregazione della cultura e dello spettacolo per tutte le fasce d’età. Sono infatti strutture che si prestano come spazi polivalenti in quanto hanno caratteristiche di versatilità (anche nell’utilizzo come “loft”, cioè unità abitative alternative rispetto al classico appartamento residenziale, oppure come laboratori giovanili per attività legate alla cinematografia o al teatro con una direzione artistica adibita al controllo, oppure spazi per laboratori di musica di vario genere, oppure spazi per mostre fotografiche).

Sviluppare la didattica museale consentendo l’accesso facilitato alle scuole, concedendo spazi attraverso protocolli di intesa come già previsto dalla normativa vigente per la creazione di:

a) laboratori attivi di ricerca e comunicazione anche tra scuole di grado diverso;
b) laboratori didattici sulle tecniche di restauro e catalogazione informatizzata.

Far diventare il Flavio Vespasiano un “Teatro di Tradizione”. E’ un obiettivo a cui si può e si deve aspirare unitamente con la progettazione e realizzazione di una produzione propria da “rivendere” che preveda anche l’utilizzazione di risorse locali (artisti, coro e orchestra).

Rilancio a vera statura internazionale del Concorso lirico “Mattia Battistini” in collaborazione di tutti i soggetti locali da sensibilizzare.

Risoluzione della querelle che riguarda il Teatro Argento ed una destinazione d’uso dello stesso più consona alle sue caratteristiche (è più adatto per certi tipi di manifestazioni anzichè per altre); la promozione di una stagione teatrale annuale completa (vernacolo, prosa, musica contemporanea, classica, sinfonica e lirica) e organizzazione di incontri artistico-culturali prevalentemente estivi da realizzarsi in spazi preventivamente individuati che diventano così dei veri e propri “salotti buoni” della città.

A questo proposito va senz’altro rivisitata Piazza S.Rufo dove sarebbe opportuno rendere più visibile lo scavo archeologico della Rieti pre-romana.

Va altresì valorizzato ed organizzato un miglior recupero della Rieti sotterranea con il coinvolgimento della Sovrintendenza Archeologica e fatta una catalogazione dei Beni Culturali esistenti nel territorio comunale con progettazione di piani di recupero.

Da prevedere anche itinerari turistici per spazi medievali e/o archeologici.

Lavoro

Studio e proposte di nuove opportunità pur nella consapevolezza delle difficoltà del momento contingente e delle limitate competenze che l’Amministrazione Comunale ha in materia.

Si ritiene opportuno però dare concreto sostegno alla piccola imprenditoria attraverso l’individuazione di forme incentivanti.

Il movimento “Rieti Viva” intende soprattutto fare proprio, per quanto di pertinenza del Comune di Rieti, ciò che è espresso nel documento noto come “Patto per lo sviluppo socio-economico di Rieti” perché frutto di una concertazione tra le forze imprenditoriali, sindacali e politiche e gli enti locali e perché condiviso dalla Regione Lazio.

Sarà altresì necessario verificare in che misura ed in quali ambiti il Comune può porsi sul territorio come ente di riqualificazione per coloro che hanno l’esigenza di acquisire competenze spendibili sul Mercato del Lavoro.

Natura

Costruzione, sviluppo e pubblicizzazione di itinerari turistici; valorizzazione paesaggistica con interventi specifici.

Valorizzazione della forte connotazione ambientale della città determinata dalla presenza della Piana, del fiume Velino e dei corsi d’acqua minori e del sistema lacustre della Riserva.
Occorre una decisa scelta di salvaguardia della stessa Piana per la massima valorizzazione della vocazione ad una agricoltura di qualità e biologica, settore quest’ultimo in forte espansione.

Il Parco del Velino e dei Laghi reatini sarà l’istituzione che regola e promuove tutte le forme di corretta fruizione scientifico-naturalistica, sportiva, turistica e di svago delle acque fluviali e lacustri, il tutto integrato con il verde attrezzato e naturale vicino ed interno alla città come elementi in grado di elevare il livello della qualità della vita.

Su quest’ultimo punto che riguarda il Terminillo, si ritiene che un organismo sovracomunale come l’Ente Parco è l’unica strada per coordinare, con strumenti propri di programmazione, le correlazioni tra i settori guida (turismo naturalistico-escurzionistico, sci alpino, sci nordico, utilizzo agro-silvo-pastorale, settore alberghiero, servizi e centri di ricerca) spesso solo apparentemente contrastanti.

Sarà opportuno studiare la possibilità di un collegamento sinergico con il già esistente Parco dei Monti della Laga.

E’ altresì necessario affrontare decisamente il problema dello smaltimento e del riciclaggio dei rifiuti solidi urbani.

Servizio idrico

L’acqua è un bene pubblico che va tutelato e garantito al di sopra degli interessi di parte e di speculazioni che ne discriminino il corretto uso da parte di tutti.
Per garantire un servizio efficiente, di qualità ed economicamente autosufficiente, occorrerà studiare un piano strategico di investimenti da realizzare nel corso degli anni e idoneo a garantire un rinnovo ed un ammodernamento degli impianti e del servizio in modo da assicurare a tutti una fornitura caratterizzata da continuità e qualità.
Per gli investimenti si dovranno utilizzare tutte le forme di finanziamento a fondo perduto disponibili.

Si ritiene che il modello gestionale che dà maggiori garanzie e raccoglie in sé le prerogative migliori, sia quella della società mista realizzata con capitale pubblico e privato.

Pubblico e Privato apporteranno ognuno quei contributi ad essi peculiari per la corretta e funzionale gestione delle attività in termini di efficacia ed efficienza.

Lo Statuto ed i Patti Parasociali ed un contratto di concessione del Sistema Idrico che permetta di controllare il Soggetto Gestore affinché operi nel rispetto di un corretto e reale piano d’ambito, si ritiene altresì che debbano essere alla base del rapporto tra Soci e dovranno prevedere regole chiare sui ruoli.

Il contratto di concessione dovrà, in particolare, sostenere correttamente il piano d’ambito approvato, permettendo il raggiungimento degli obiettivi prefissati con un risultato economico corretto e sostenibile.
Il socio privato deve essere vincolato nel tempo, non potrà uscire dalla Società nel breve periodo e dovrà condividere i rischi per il lungo termine. Questo farà sì che possa essere costruito un progetto realizzabile nel lungo periodo.

Una Società ben gestita e capace di produrre la giusta ricchezza, inoltre, è una vera e propria risorsa per il territorio perché questa deve avere sede sul territorio stesso e deve occupare personale soprattutto locale, ma si avvarrà anche di tutte le conoscenze e capacità di un Socio che ha esperienze ben più ampie ed in tempo reale, esperienze maturate e maturande in contemporanea in altri territori che permettono una crescita continua del personale operativo.

Infine una nota di assoluto rilievo: il servizio idrico deve essere pagato dai cittadini per il suo giusto valore (commisurato all’acqua erogata), in modo che il consumo sia calmierato dal prezzo. E’, del resto di tutte le realtà dove il servizio idrico è pagato a forfait o addirittura gratuito, che i consumi idrici siano senza controllo. Il tutto a discapito della popolazione nel suo complesso e di danno all’ambiente. Sono moltissimi gli esempi che dimostrano come, nonostante siano rilevanti le dotazioni idriche pro-capite, poi l’acqua sia scarsa ai rubinetti. Questa cosa alimenta l’assurda mentalità della continua ricerca di nuove risorse da prelevare nell’ambiente stesso.

Sapere di dover pagare il servizio per quello di cui proporzionalmente se ne fruisce, certamente ridurrà gli sprechi e gli inutili consumi.

Servizi Sociali

Sono urgenti azioni di prevenzione e di cura del disagio sociale e della emarginazione; occorre adottare scelte e politiche per l’inclusione e l’integrazione sociale degli immigrati (i dati 2003 indicavano 5.008 presenze regolari nel territorio provinciale).

In primo luogo, però, occorre dare dei concreti supporti alle famiglie, in particolare a quelle numerose e/o con reddito sulla soglia di povertà (es.: sconto ICI, riduzione tasse scolastiche e revisione delle rette scolastiche di mensa negli asili e Scuole sulla base del reddito e del carico di famiglia, sconto sull’acquisto dei libri scolastici, agevolazioni sulla spesa alimentare giornaliera).

E’ necessario mettere a sistema una rete con il S.p.I. perché è fondamentale uno scambio di informazioni per meglio rispondere alle domande sia di sostegno che di lavoro dei più bisognosi.

Quando si parla di bisognosi si includono anche categorie di persone come i diversamente abili o gli anziani. Questa precisazione è importante perché occorre prevedere dei progetti terapeutico riabilitativi individuali per queste persone.
Per tali progetti si intendono interventi che riguardano il benessere sociale non limitati alla produzione di prestazioni rigide secondo il modello ospedaliero, ma di prestazioni volte al mantenimento, costruzione o ricostruzione dell’habitat sociale, delle abilità individuali, alla promozione del sostegno, alla acquisizione dei legami interumani e sociali al fine del superamento continuo dell’istituzionalizzazione della sofferenza
Per coloro che sono affetti da malattie cronico degenerative in particolare, i miglioramenti affettivi delle prognosi sono correlati alla funzionalità della integrazione familiare, sociale, economica che poi è l’area dei diritti e della dignità della persona.
E’ chiaro che occorre ipotizzare dei dispositivi evolutivi mirati a riorientare il progetto individualizzato sulla base del mutare delle condizioni degli utenti (cosiddetta “learning activity”) facendo leva sulla sua ridefinizione in corso d’opera.
Oltre alla singola persona titolare del progetto sarà necessario attivare una rete di rapporti di cooperazione che deve vedere coinvolti anche la ASL, l’Amministrazione Comunale (che attraverso i progetti ha la corresponsabilità dei progetti e partecipa con proprie risorse umane e finanziarie), eventuali soggetti cogestori (cooperative sociali; ONLUS e non; famiglie; ditte individuali).

Si rende anche necessario il posizionamento di asili nido presso alcuni siti lavorativi per permettere alle donne di non venir meno ai doveri di madre e di lavoratrici.

Scuola e Formazione

In una ottica di Formazione Continua e Permanente, occorre prevedere l’aggiornamento dei dipendenti della Amm.ne Comunale su prospettive concrete di utilizzo e di valorizzazione impiegando, ove possibile, anche risorse europee (es. sottoprogramma Grundtvig).

E’ altresì importante, nell’ambito del dispositivo regionale, prevedere l’accreditamento di una sede operativa comunale per la Formazione in ambito sociale, in particolare nel sociosanitario.

Occorre costituire inoltre una Rete con il Servizio per l’Impiego, Scuole, Università, Amministrazione Provinciale, Servizi Sociali, Istituzione Formativa Rieti, Enti di Formazione e Aziende per l’orientamento dei giovani in Diritto/Dovere alla Istruzione e Formazione Professionale (con il CILO e COL) ed il Bilancio delle Competenze dei giovani e adulti nella prospettiva di un corretto inserimento o reinserimento nel Mercato del Lavoro.

In quest’ottica si rende opportuna anche la costituzione di un Osservatorio Permanente sia sul disagio sociale ma anche sul disagio e sulla dispersione scolastica e formativa in sinergia con la Provincia di Rieti, le Scuole, il Servizio per l’Impiego, i Servizi Sociali.

Università

Si vuole proporre l’implementazione di percorsi che rispondano alle esigenze dei giovani e del Mercato del Lavoro. Si possono realizzare percorsi specialistici di nicchia purché collegati con la ricerca ma è opportuno anche ragionare con le grandi e ultra-affollate facoltà delle università vicine (in particolare La Sapienza) circa la possibilità di “alleggerirsi” trasferendo utenza su Rieti.

Si vuole proporre anche l’implementazione di percorsi in modalità “Laureare l’Esperienza” per dare a chi lavora e/o non ha avuto possibilità precedenti, l’opportunità di riguadagnare il tempo e le aspirazioni perdute partendo da una base costituita dal riconoscimento dei crediti acquisiti con l’esperienza.

Occorre, sempre a proposito della Università, cooperare con le altre istituzioni per ricercare una sede idonea.

Urbanistica e Viabilità

Abbattimento delle barriere architettoniche, recupero più razionale del centro storico, riqualificazione dei quartieri periferici, avviare la creazione di un centro congressi e di un auditorium.

Interventi con progetti specifici per quanto, nel centro storico, non è stato ancora recuperato: un centro storico di rappresentanza per le istituzioni pubbliche, uffici privati e commercio di qualità a cui si accompagni una politica di delocalizzazione di uffici ad alta affluenza di pubblico; un centro che accolga, in tipologie edilizie appropriate, nuove funzioni a grossa influenza di utenza come aule universitarie, centro congressi, auditorium, multisale, spazi per spettacoli all’aperto e per i giovani.
Sempre a proposito del centro storico, si propone in particolare: la realizzazione di una rotatoria a Porta d’Arce; l’adozione di iniziative volte a sollecitare la ristrutturazione delle facciate fatiscenti; il miglioramento della illuminazione e istallazione di strumenti utili alla pulizia dell’ambiente; l’incentivazione delle operazioni di pulizia.

Varo di una puntuale normativa per l’arredo urbano, ridefinizione delle zone di pedonalizzazione, aumento degli spazi verdi e boscosi e riutilizzazione funzionale di grandi contenitori come le ex caserme e la casa circondariale.

Per i quartieri periferici occorre una riqualificazione degli stessi con interventi pubblico-privati tendenti alla realizzazione di centri di quartiere (piazze, edifici circostanti con funzioni socializzanti) capaci di creare occasioni di aggregazione e di incontri, una migliore organizzazione delle aree e degli spazi della città in modo da renderli più gradevoli, più vivibili, più fruibili.
Perché ciò si realizzi, è preliminare e urgente approvare il completamento dell’anello stradale esterno alla città che vede il traffico extraurbano proveniente da nord incanalarsi da Villa Reatina verso Quattro Strade e Molino della Salce per raccordarsi con la superstrada per Terni.

Vanno consolidati e definiti, di concerto con le autorità interessate, sia i nuclei sportivi (palazzetto, camposcuola, piscina, campi da tennis comunali, stadio, piscina coperta, pattinodromo, bocciodromo) con la previsione di strutture di supporto (palestre, spazi didattici, residenze, “college” per l’attività giovanile e d’allenamento) anche a servizio e qualificazione dei quartieri circostanti con la realizzazione di percorsi interni, spazi di sosta, verde attrezzato, piste ciclabili che colleghino le varie aree verdi e sportive.

Una razionale lottizzazione, i problemi del centro storico, l’arredo urbano, le piste ciclabili sono tutti argomenti che vanno però accostati a:

- la soluzione del problema della ferrovia che taglia la città e che in ben cinque punti blocca il traffico;
- la già menzionata (e fin troppo spesso tirata in ballo) valorizzazione del Terminillo.

Viabilità interna ma anche esterna: come non pensare a tutti coloro che percorrono giornalmente la Salaria.

Sarà compito della Amministrazione lavorare per rendere possibile sia l’ampliamento della Salaria che una razionale soluzione del problema ferrovia, e, in caso contrario, portare alla conoscenza della cittadinanza, con estrema chiarezza, le motivazioni che eventualmente rendono impossibile il realizzarsi di queste opere.

Nel frattempo è opportuno prevedere delle corse dirette, e coordinate con gli orari dei treni, del Cotral per e dalla stazione di Passo Corese di Fara Sabina (bus navetta).

Andrà fatto anche un ragionamento sulla destinazione di un’area come quella dell’aeroporto per un miglior utilizzo della stessa (non solo sportivo) con l’adeguamento delle strutture recettive anche nella prospettiva di un uso civile e commerciale.

In ultimo, ma non per questo da considerarsi meno importante, come non fare un accorto ragionamento anche sull’area dell’ex-Zuccherificio, ex-Montedison e attuale Bembergcell: un ragionamento per l’ elaborazione di un progetto per una più naturale e funzionale collocazione e successiva utilizzazione dell’area.

Per questa tipologia di interventi sul territorio si dovrà adottare un diverso criterio di valutazione per la distribuzione degli investimenti e finanziamenti che, nel momento in cui vengono riversati sul territorio, devono prevedere procedure ad evidenza pubblica con un punteggio premiale a favore delle imprese locali.

Non si può non pensare poi a delle concrete politiche a favore delle frazioni che riguardino, ad esempio, un piano regolatore e/o di restauro dell’esistente, la manutenzione del sistema fognario e la istallazione di depuratori.
Le frazioni sono inoltre carenti di luoghi di aggregazione sociale e culturale e spesso non è sufficiente la presenza di figure essenziali come i netturbini ed i vigili urbani.

Conclusioni

E’ chiaro che sarà necessaria l’adozione di un ottica di massimo rigore della spesa in modo da evitare ogni dispersione e favorire la concentrazione di risorse solo su ciò che è “dentro” il progetto.

E’ altresì necessaria l’individuazione e la sensibilizzazione di entità da coinvolgere nella realizzazione del programma che necessariamente prevede investimenti sul territorio e cioè banche, imprese, fondazioni.

E’ altresì indispensabile una vera e propria attività di “Fund Raising” per individuare fonti di finanziamento Europee, Nazionali e Regionali per la realizzazione delle opere indispensabili perché Rieti viva.

Su questi punti si richiederà la collaborazione di cittadini, di professionisti, di testimoni privilegiati.

In conclusione, si vuole rendere un servizio alla città ed alla collettività. La politica come servizio è un concetto inflazionato ma sono pochi coloro che effettivamente vivono la politica come tale.
Si vuole rendere un servizio e lasciare la porta aperta a tutti coloro che intendono dare un contributo per rendere migliore una città che ne ha veramente bisogno.