E’
necessario che Rieti non si lasci definitivamente morire:
la chiusura di aziende ed esercizi commerciali, il desiderio
di fuggire da parte dei giovani e l’invecchiamento della
popolazione di una città che sta diventando sempre
più dormitorio ne sono segnali preoccupanti.
Sembra quasi una società
che in un certo qual modo voglia congedarsi dalla storia.
E’ necessario ritrovare un senso ed una speranza più
viva.
Non si ha certo la pretesa
di risolvere radicalmente e definitivamente tutti i problemi
in quanto si ha la piena consapevolezza che nessuno possiede
la panacea per tutti i mali, ma si sente forte il dovere di
tentare di offrire un, seppur minimo, sostegno affinché
si possa ritornare a donare ai figli un po’ più
di tempo, un minimo di sicurezza in più circa il futuro,
ovviare ad una progressiva perdita di orientamento per rendere
più facile anche la formazione di famiglie.
Occorre fare il possibile per
ridonare una certa speranza, la più concreta possibile,
di poter vivere e lavorare nella Città di Rieti evitando
lo spopolamento e l’emigrazione giovanile verso altre
città.
E’ necessario cioè
che Rieti viva, che reagisca che diventi un cuore che pulsa
e non un cuore meramente geografico della Nazione.
Questo non è solamente
un auspicio: riteniamo che la cosa si possa fare perché
crediamo non demagogicamente in due fondamenti:
1) ci sono le risorse umane
e le capacità necessarie. Forse tutt’ora dormienti
o non coinvolte nella giusta maniera, ma ci sono;
2) l’intima consapevolezza, una conseguenza rispetto
al punto precedente, che ce la si può fare, ma alla
condizione, che si faccia INSIEME.
Può anche darsi che
alcuni principi enunciati in questo documento possano suonare
ovvie ma spesso, proprio l’ovvietà viene trascurata
ed invece può risultare, per certi aspetti, una novità.
Mettere insieme aspirazioni,
esperienze, culture e professioni diverse, nasce dalla univoca
consapevolezza di dover dare un contributo alla rinascita
del nostro territorio; una speranza alle migliaia di cittadini,
alle famiglie ed ai giovani che nella nostra realtà
vivono, che da essa traggono le loro origini e che ad essa
vogliono dare una prospettiva.
Per questi motivi si ritiene opportuno affermare con forza
che il vero candidato di questo movimento è …..
la CITTA’ di RIETI.
Nasce così “Rieti Viva”, formato da reatini
per Rieti, con un unico obiettivo: il bene comune della Città
e della sua comunità.
La metodologia del dibattito
all’interno del movimento è quella della “idea
condivisa” insieme ai cittadini in una logica sistemica
che non guarda solo il singolo problema ma che opera in un
quadro strategico globale. E’ questa una metodologia
per mezzo della quale si può ricreare un clima nel
quale culture e generazioni diverse trovino denominatori comuni
più ampi possibili in cui riconoscersi
E se la città è
il naturale e primo obiettivo programmatico, è da essa
che si deve partire per tracciare un credibile lavoro.
Non si vogliono adottare interventi
che prevedano demagogici ed anacronistici azzeramenti di ciò
che è stato fatto nel passato, non si vuole cadere
nel vizio diffuso di parlare male del precedente governo,
non si vuole parlar male di nessuno e tanto meno dei partiti
che sono fondamentali per la gestione della cosa pubblica.
Si ritiene però che le cose, così come l’attualità
ci mostra, non possono essere accettate.
E’ di moda una “cosificazione”
della cosa pubblica, un non amore e dedizione per il pubblico
e questo fenomeno possiede le caratteristiche tipiche della
“regressione sociale”
Si ritiene allora improrogabile
un riesame critico degli strumenti fin qui adottati che includa
interventi dal breve, al medio e fino al lungo periodo, che
abbiano carattere di omogeneità anziché di disorganicità,
di crescita, di modernizzazione e di recupero identitario
della città stessa.
Il programma unanimemente elaborato
e di seguito illustrato, sarà oggetto di dialogo franco
e sereno con i cittadini fino al momento del responso delle
urne ma anche dopo, perché costantemente verranno prese
in considerazione le esigenze di tutti coloro che vorranno
dare un concreto contributo a quella che sarà l’azione
di governo.
Area organizzazione
Si ritiene altamente necessaria
una armonizzazione degli Assessorati che dovranno elaborare
e cooperare, condividendoli, alla realizzazione di piani strategici
comuni.
Dovranno essere Assessorati
che dialogano tra di essi e con le altre istituzioni del territorio
in un’ottica di trasparenza ed intelligibilità.
Proprio la garanzia di trasparenza e l’accesso agli
atti nei termini stabiliti dalla Legge, la celerità
e la qualità degli atti e dei servizi offerti ai cittadini
dovrà essere fondamentale nella conduzione della Amministrazione.
Sarà altresì
fondamentale l’attenzione al trasferimento (e superamento)
delle “Buone Prassi”, cioè alle esperienze
positive di altre Amministrazioni Comunali, d’Italia
e non solo, per la soluzione delle criticità e l’implementazione
e/o sviluppo di una rete per lo scambio di informazioni (le
cosiddette “comunità di pratica”).
A tale scopo sarà utile
la partecipazione a progetti multilaterali volti allo sviluppo
dell’innovazione proprio delle buone pratiche o prassi
come sopra indicato.
In questo quadro dovrà
essere necessariamente prevista anche la Certificazione della
Qualità dei servizi che hanno a che fare con l’esterno
previa formazione specifica e formazione sulla comunicazione
efficace degli addetti diretti.
Commercio
Per il Commercio sarà
necessario avviare una riflessione sull’insediamento
delle medie e grandi strutture di vendita che va a scapito
dei commercianti reatini (perché, a questo proposito
non proporre un consorzio di commercianti reatini?) con l’altrettanto
necessaria rivisitazione della ZTL che attualmente non scontenta
solo molti cittadini, ma anche molti commercianti del centro
storico.
Cultura
Maggiore valorizzazione dei
Musei esistenti e del patrimonio storico, artistico e archeologico
del territorio e conseguente, ove possibile, adesione a progetti
nazionali/europei che prevedano la ricostruzione virtuale
e conseguente inserimento museale dei siti architettonici
e archeologici presenti nel territorio, ivi compresi i siti
di archeologia industriale.
A proposito dei archeologici
industriali, c’è da aggiungere che in tutto il
mondo questi ultimi fanno tendenza e spesso, opportunamente
restaurati, sono utili come luoghi di aggregazione della cultura
e dello spettacolo per tutte le fasce d’età.
Sono infatti strutture che si prestano come spazi polivalenti
in quanto hanno caratteristiche di versatilità (anche
nell’utilizzo come “loft”, cioè unità
abitative alternative rispetto al classico appartamento residenziale,
oppure come laboratori giovanili per attività legate
alla cinematografia o al teatro con una direzione artistica
adibita al controllo, oppure spazi per laboratori di musica
di vario genere, oppure spazi per mostre fotografiche).
Sviluppare la didattica museale
consentendo l’accesso facilitato alle scuole, concedendo
spazi attraverso protocolli di intesa come già previsto
dalla normativa vigente per la creazione di:
a) laboratori attivi di ricerca
e comunicazione anche tra scuole di grado diverso;
b) laboratori didattici sulle tecniche di restauro e catalogazione
informatizzata.
Far diventare il Flavio Vespasiano
un “Teatro di Tradizione”. E’ un obiettivo
a cui si può e si deve aspirare unitamente con la progettazione
e realizzazione di una produzione propria da “rivendere”
che preveda anche l’utilizzazione di risorse locali
(artisti, coro e orchestra).
Rilancio a vera statura internazionale
del Concorso lirico “Mattia Battistini” in collaborazione
di tutti i soggetti locali da sensibilizzare.
Risoluzione della querelle
che riguarda il Teatro Argento ed una destinazione d’uso
dello stesso più consona alle sue caratteristiche (è
più adatto per certi tipi di manifestazioni anzichè
per altre); la promozione di una stagione teatrale annuale
completa (vernacolo, prosa, musica contemporanea, classica,
sinfonica e lirica) e organizzazione di incontri artistico-culturali
prevalentemente estivi da realizzarsi in spazi preventivamente
individuati che diventano così dei veri e propri “salotti
buoni” della città.
A questo proposito va senz’altro
rivisitata Piazza S.Rufo dove sarebbe opportuno rendere più
visibile lo scavo archeologico della Rieti pre-romana.
Va altresì valorizzato
ed organizzato un miglior recupero della Rieti sotterranea
con il coinvolgimento della Sovrintendenza Archeologica e
fatta una catalogazione dei Beni Culturali esistenti nel territorio
comunale con progettazione di piani di recupero.
Da prevedere anche itinerari
turistici per spazi medievali e/o archeologici.
Lavoro
Studio e proposte di nuove
opportunità pur nella consapevolezza delle difficoltà
del momento contingente e delle limitate competenze che l’Amministrazione
Comunale ha in materia.
Si ritiene opportuno però
dare concreto sostegno alla piccola imprenditoria attraverso
l’individuazione di forme incentivanti.
Il movimento “Rieti Viva”
intende soprattutto fare proprio, per quanto di pertinenza
del Comune di Rieti, ciò che è espresso nel
documento noto come “Patto per lo sviluppo socio-economico
di Rieti” perché frutto di una concertazione
tra le forze imprenditoriali, sindacali e politiche e gli
enti locali e perché condiviso dalla Regione Lazio.
Sarà altresì
necessario verificare in che misura ed in quali ambiti il
Comune può porsi sul territorio come ente di riqualificazione
per coloro che hanno l’esigenza di acquisire competenze
spendibili sul Mercato del Lavoro.
Natura
Costruzione, sviluppo e pubblicizzazione
di itinerari turistici; valorizzazione paesaggistica con interventi
specifici.
Valorizzazione della forte
connotazione ambientale della città determinata dalla
presenza della Piana, del fiume Velino e dei corsi d’acqua
minori e del sistema lacustre della Riserva.
Occorre una decisa scelta di salvaguardia della stessa Piana
per la massima valorizzazione della vocazione ad una agricoltura
di qualità e biologica, settore quest’ultimo
in forte espansione.
Il Parco del Velino e dei Laghi
reatini sarà l’istituzione che regola e promuove
tutte le forme di corretta fruizione scientifico-naturalistica,
sportiva, turistica e di svago delle acque fluviali e lacustri,
il tutto integrato con il verde attrezzato e naturale vicino
ed interno alla città come elementi in grado di elevare
il livello della qualità della vita.
Su quest’ultimo punto
che riguarda il Terminillo, si ritiene che un organismo sovracomunale
come l’Ente Parco è l’unica strada per
coordinare, con strumenti propri di programmazione, le correlazioni
tra i settori guida (turismo naturalistico-escurzionistico,
sci alpino, sci nordico, utilizzo agro-silvo-pastorale, settore
alberghiero, servizi e centri di ricerca) spesso solo apparentemente
contrastanti.
Sarà opportuno studiare
la possibilità di un collegamento sinergico con il
già esistente Parco dei Monti della Laga.
E’ altresì necessario
affrontare decisamente il problema dello smaltimento e del
riciclaggio dei rifiuti solidi urbani.
Servizio idrico
L’acqua è un bene
pubblico che va tutelato e garantito al di sopra degli interessi
di parte e di speculazioni che ne discriminino il corretto
uso da parte di tutti.
Per garantire un servizio efficiente, di qualità ed
economicamente autosufficiente, occorrerà studiare
un piano strategico di investimenti da realizzare nel corso
degli anni e idoneo a garantire un rinnovo ed un ammodernamento
degli impianti e del servizio in modo da assicurare a tutti
una fornitura caratterizzata da continuità e qualità.
Per gli investimenti si dovranno utilizzare tutte le forme
di finanziamento a fondo perduto disponibili.
Si ritiene che il modello gestionale
che dà maggiori garanzie e raccoglie in sé le
prerogative migliori, sia quella della società mista
realizzata con capitale pubblico e privato.
Pubblico e Privato apporteranno
ognuno quei contributi ad essi peculiari per la corretta e
funzionale gestione delle attività in termini di efficacia
ed efficienza.
Lo Statuto ed i Patti Parasociali
ed un contratto di concessione del Sistema Idrico che permetta
di controllare il Soggetto Gestore affinché operi nel
rispetto di un corretto e reale piano d’ambito, si ritiene
altresì che debbano essere alla base del rapporto tra
Soci e dovranno prevedere regole chiare sui ruoli.
Il contratto di concessione
dovrà, in particolare, sostenere correttamente il piano
d’ambito approvato, permettendo il raggiungimento degli
obiettivi prefissati con un risultato economico corretto e
sostenibile.
Il socio privato deve essere vincolato nel tempo, non potrà
uscire dalla Società nel breve periodo e dovrà
condividere i rischi per il lungo termine. Questo farà
sì che possa essere costruito un progetto realizzabile
nel lungo periodo.
Una Società ben gestita
e capace di produrre la giusta ricchezza, inoltre, è
una vera e propria risorsa per il territorio perché
questa deve avere sede sul territorio stesso e deve occupare
personale soprattutto locale, ma si avvarrà anche di
tutte le conoscenze e capacità di un Socio che ha esperienze
ben più ampie ed in tempo reale, esperienze maturate
e maturande in contemporanea in altri territori che permettono
una crescita continua del personale operativo.
Infine una nota di assoluto
rilievo: il servizio idrico deve essere pagato dai cittadini
per il suo giusto valore (commisurato all’acqua erogata),
in modo che il consumo sia calmierato dal prezzo. E’,
del resto di tutte le realtà dove il servizio idrico
è pagato a forfait o addirittura gratuito, che i consumi
idrici siano senza controllo. Il tutto a discapito della popolazione
nel suo complesso e di danno all’ambiente. Sono moltissimi
gli esempi che dimostrano come, nonostante siano rilevanti
le dotazioni idriche pro-capite, poi l’acqua sia scarsa
ai rubinetti. Questa cosa alimenta l’assurda mentalità
della continua ricerca di nuove risorse da prelevare nell’ambiente
stesso.
Sapere di dover pagare il servizio
per quello di cui proporzionalmente se ne fruisce, certamente
ridurrà gli sprechi e gli inutili consumi.
Servizi Sociali
Sono urgenti azioni di prevenzione
e di cura del disagio sociale e della emarginazione; occorre
adottare scelte e politiche per l’inclusione e l’integrazione
sociale degli immigrati (i dati 2003 indicavano 5.008 presenze
regolari nel territorio provinciale).
In primo luogo, però,
occorre dare dei concreti supporti alle famiglie, in particolare
a quelle numerose e/o con reddito sulla soglia di povertà
(es.: sconto ICI, riduzione tasse scolastiche e revisione
delle rette scolastiche di mensa negli asili e Scuole sulla
base del reddito e del carico di famiglia, sconto sull’acquisto
dei libri scolastici, agevolazioni sulla spesa alimentare
giornaliera).
E’ necessario mettere
a sistema una rete con il S.p.I. perché è fondamentale
uno scambio di informazioni per meglio rispondere alle domande
sia di sostegno che di lavoro dei più bisognosi.
Quando si parla di bisognosi
si includono anche categorie di persone come i diversamente
abili o gli anziani. Questa precisazione è importante
perché occorre prevedere dei progetti terapeutico riabilitativi
individuali per queste persone.
Per tali progetti si intendono interventi che riguardano il
benessere sociale non limitati alla produzione di prestazioni
rigide secondo il modello ospedaliero, ma di prestazioni volte
al mantenimento, costruzione o ricostruzione dell’habitat
sociale, delle abilità individuali, alla promozione
del sostegno, alla acquisizione dei legami interumani e sociali
al fine del superamento continuo dell’istituzionalizzazione
della sofferenza
Per coloro che sono affetti da malattie cronico degenerative
in particolare, i miglioramenti affettivi delle prognosi sono
correlati alla funzionalità della integrazione familiare,
sociale, economica che poi è l’area dei diritti
e della dignità della persona.
E’ chiaro che occorre ipotizzare dei dispositivi evolutivi
mirati a riorientare il progetto individualizzato sulla base
del mutare delle condizioni degli utenti (cosiddetta “learning
activity”) facendo leva sulla sua ridefinizione in corso
d’opera.
Oltre alla singola persona titolare del progetto sarà
necessario attivare una rete di rapporti di cooperazione che
deve vedere coinvolti anche la ASL, l’Amministrazione
Comunale (che attraverso i progetti ha la corresponsabilità
dei progetti e partecipa con proprie risorse umane e finanziarie),
eventuali soggetti cogestori (cooperative sociali; ONLUS e
non; famiglie; ditte individuali).
Si rende anche necessario il
posizionamento di asili nido presso alcuni siti lavorativi
per permettere alle donne di non venir meno ai doveri di madre
e di lavoratrici.
Scuola e Formazione
In una ottica di Formazione
Continua e Permanente, occorre prevedere l’aggiornamento
dei dipendenti della Amm.ne Comunale su prospettive concrete
di utilizzo e di valorizzazione impiegando, ove possibile,
anche risorse europee (es. sottoprogramma Grundtvig).
E’ altresì importante,
nell’ambito del dispositivo regionale, prevedere l’accreditamento
di una sede operativa comunale per la Formazione in ambito
sociale, in particolare nel sociosanitario.
Occorre costituire inoltre
una Rete con il Servizio per l’Impiego, Scuole, Università,
Amministrazione Provinciale, Servizi Sociali, Istituzione
Formativa Rieti, Enti di Formazione e Aziende per l’orientamento
dei giovani in Diritto/Dovere alla Istruzione e Formazione
Professionale (con il CILO e COL) ed il Bilancio delle Competenze
dei giovani e adulti nella prospettiva di un corretto inserimento
o reinserimento nel Mercato del Lavoro.
In quest’ottica si rende
opportuna anche la costituzione di un Osservatorio Permanente
sia sul disagio sociale ma anche sul disagio e sulla dispersione
scolastica e formativa in sinergia con la Provincia di Rieti,
le Scuole, il Servizio per l’Impiego, i Servizi Sociali.
Università
Si vuole proporre l’implementazione
di percorsi che rispondano alle esigenze dei giovani e del
Mercato del Lavoro. Si possono realizzare percorsi specialistici
di nicchia purché collegati con la ricerca ma è
opportuno anche ragionare con le grandi e ultra-affollate
facoltà delle università vicine (in particolare
La Sapienza) circa la possibilità di “alleggerirsi”
trasferendo utenza su Rieti.
Si vuole proporre anche l’implementazione
di percorsi in modalità “Laureare l’Esperienza”
per dare a chi lavora e/o non ha avuto possibilità
precedenti, l’opportunità di riguadagnare il
tempo e le aspirazioni perdute partendo da una base costituita
dal riconoscimento dei crediti acquisiti con l’esperienza.
Occorre, sempre a proposito
della Università, cooperare con le altre istituzioni
per ricercare una sede idonea.
Urbanistica e Viabilità
Abbattimento delle barriere
architettoniche, recupero più razionale del centro
storico, riqualificazione dei quartieri periferici, avviare
la creazione di un centro congressi e di un auditorium.
Interventi con progetti specifici
per quanto, nel centro storico, non è stato ancora
recuperato: un centro storico di rappresentanza per le istituzioni
pubbliche, uffici privati e commercio di qualità a
cui si accompagni una politica di delocalizzazione di uffici
ad alta affluenza di pubblico; un centro che accolga, in tipologie
edilizie appropriate, nuove funzioni a grossa influenza di
utenza come aule universitarie, centro congressi, auditorium,
multisale, spazi per spettacoli all’aperto e per i giovani.
Sempre a proposito del centro storico, si propone in particolare:
la realizzazione di una rotatoria a Porta d’Arce; l’adozione
di iniziative volte a sollecitare la ristrutturazione delle
facciate fatiscenti; il miglioramento della illuminazione
e istallazione di strumenti utili alla pulizia dell’ambiente;
l’incentivazione delle operazioni di pulizia.
Varo di una puntuale normativa
per l’arredo urbano, ridefinizione delle zone di pedonalizzazione,
aumento degli spazi verdi e boscosi e riutilizzazione funzionale
di grandi contenitori come le ex caserme e la casa circondariale.
Per i quartieri periferici
occorre una riqualificazione degli stessi con interventi pubblico-privati
tendenti alla realizzazione di centri di quartiere (piazze,
edifici circostanti con funzioni socializzanti) capaci di
creare occasioni di aggregazione e di incontri, una migliore
organizzazione delle aree e degli spazi della città
in modo da renderli più gradevoli, più vivibili,
più fruibili.
Perché ciò si realizzi, è preliminare
e urgente approvare il completamento dell’anello stradale
esterno alla città che vede il traffico extraurbano
proveniente da nord incanalarsi da Villa Reatina verso Quattro
Strade e Molino della Salce per raccordarsi con la superstrada
per Terni.
Vanno consolidati e definiti,
di concerto con le autorità interessate, sia i nuclei
sportivi (palazzetto, camposcuola, piscina, campi da tennis
comunali, stadio, piscina coperta, pattinodromo, bocciodromo)
con la previsione di strutture di supporto (palestre, spazi
didattici, residenze, “college” per l’attività
giovanile e d’allenamento) anche a servizio e qualificazione
dei quartieri circostanti con la realizzazione di percorsi
interni, spazi di sosta, verde attrezzato, piste ciclabili
che colleghino le varie aree verdi e sportive.
Una razionale lottizzazione,
i problemi del centro storico, l’arredo urbano, le piste
ciclabili sono tutti argomenti che vanno però accostati
a:
- la soluzione del problema
della ferrovia che taglia la città e che in ben cinque
punti blocca il traffico;
- la già menzionata (e fin troppo spesso tirata in
ballo) valorizzazione del Terminillo.
Viabilità interna ma
anche esterna: come non pensare a tutti coloro che percorrono
giornalmente la Salaria.
Sarà compito della Amministrazione
lavorare per rendere possibile sia l’ampliamento della
Salaria che una razionale soluzione del problema ferrovia,
e, in caso contrario, portare alla conoscenza della cittadinanza,
con estrema chiarezza, le motivazioni che eventualmente rendono
impossibile il realizzarsi di queste opere.
Nel frattempo è opportuno
prevedere delle corse dirette, e coordinate con gli orari
dei treni, del Cotral per e dalla stazione di Passo Corese
di Fara Sabina (bus navetta).
Andrà fatto anche un
ragionamento sulla destinazione di un’area come quella
dell’aeroporto per un miglior utilizzo della stessa
(non solo sportivo) con l’adeguamento delle strutture
recettive anche nella prospettiva di un uso civile e commerciale.
In ultimo, ma non per questo
da considerarsi meno importante, come non fare un accorto
ragionamento anche sull’area dell’ex-Zuccherificio,
ex-Montedison e attuale Bembergcell: un ragionamento per l’
elaborazione di un progetto per una più naturale e
funzionale collocazione e successiva utilizzazione dell’area.
Per questa tipologia di interventi
sul territorio si dovrà adottare un diverso criterio
di valutazione per la distribuzione degli investimenti e finanziamenti
che, nel momento in cui vengono riversati sul territorio,
devono prevedere procedure ad evidenza pubblica con un punteggio
premiale a favore delle imprese locali.
Non si può non pensare
poi a delle concrete politiche a favore delle frazioni che
riguardino, ad esempio, un piano regolatore e/o di restauro
dell’esistente, la manutenzione del sistema fognario
e la istallazione di depuratori.
Le frazioni sono inoltre carenti di luoghi di aggregazione
sociale e culturale e spesso non è sufficiente la presenza
di figure essenziali come i netturbini ed i vigili urbani.
Conclusioni
E’ chiaro che sarà
necessaria l’adozione di un ottica di massimo rigore
della spesa in modo da evitare ogni dispersione e favorire
la concentrazione di risorse solo su ciò che è
“dentro” il progetto.
E’ altresì necessaria
l’individuazione e la sensibilizzazione di entità
da coinvolgere nella realizzazione del programma che necessariamente
prevede investimenti sul territorio e cioè banche,
imprese, fondazioni.
E’ altresì indispensabile
una vera e propria attività di “Fund Raising”
per individuare fonti di finanziamento Europee, Nazionali
e Regionali per la realizzazione delle opere indispensabili
perché Rieti viva.
Su questi punti si richiederà
la collaborazione di cittadini, di professionisti, di testimoni
privilegiati.
In conclusione, si vuole rendere
un servizio alla città ed alla collettività.
La politica come servizio è un concetto inflazionato
ma sono pochi coloro che effettivamente vivono la politica
come tale.
Si vuole rendere un servizio e lasciare la porta aperta a
tutti coloro che intendono dare un contributo per rendere
migliore una città che ne ha veramente bisogno.
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