IL PERCHE' DI UNA SCELTA

 

In questi tredici anni di governo di destra nella nostra città abbiamo assistito ad un restringimento progressivo dei luoghi decisionali e un conseguente restringimento degli spazi di partecipazione. Frutto, questo, di una concezione spietatamente oligarchica, cioè di destra, che ha strutturato la società cittadina in corporazioni contribuendo ad allargare sempre di più il divario tra chi può e chi non può e ha gestito impunemente gli interessi della città a vantaggio di pochi riducendo sempre più, fino ad annullarla, la partecipazione dei soggetti collettivi e individuali come pratica democratica.
La perdita di centinaia di posti di lavoro vista dall'amministrazione comunale come un "tributo necessario da pagare alla modernità", come se non fosse un dramma per gli individui, per le famiglie e per l'intera società reatina, ha completato la spirale perversa che ha precipitato la città in una rassegnazione silenziosa che pervade l'intera collettività, in tutte le sue componenti sociali. Questo è la destra! Questa è la sua natura che ha bisogno di passività sociale ed economica per potersi garantire il controllo.
La totale mancanza di una qualsiasi visione di sviluppo e l' incapacità progettuale hanno fatto perdere a Rieti il ruolo di capoluogo di provincia e l'hanno trascinata in una condizione di mancanza di futuro alla quale bisogna reagire, con il contributo di tutte le forze vive e le energie vitali di questa città. Questa destra va sconfitta con discontinuità e rotture perché non c'è vittoria possibile, non c'è nuovo futuro e neanche alcuna pratica riformista è possibile nella continuità. Per questo, NO alla semplice sostituzione dei "gestori".
Altri cinque anni di questa "cura" Rieti non li sopporterebbe. Occorre, invece, aprire una stagione nuova con nuovi poteri e nuovi attori, dentro un nuovo PATTO SOCIALE in cui tutte le componenti sociali, dai lavoratori agli imprenditori, dai giovani ai pensionati, alle donne, abbiano un ruolo da protagonista. I processi sociali ed economici vanno guidati, gestiti, non subiti. Questa è la nostra natura, questo è quello che facciamo alla guida della Provincia dove, pur tra mille difficoltà, si stanno raggiungendo risultati brillanti che stanno restituendo prestigio e considerazione ad un intero territorio. Occorre rimettere ogni cosa al suo posto: l'interesse generale dentro cui collocare quello individuale, il primato del pubblico dentro il quale si muove il privato, le garanzie occupazionali al posto della precarietà.
Tutto questo, per quanto di competenza del Comune che però ha competenze notevoli; occorre determinazione e volontà politica per metterle in campo. Noi Comunisti Italiani sappiamo che occorre coraggio, fermezza e saggezza per affrontare la profonda crisi sociale ed economica che attanaglia la città.
Noi sappiamo che serve un progetto di sviluppo, che per essere vero non può non dipanare i suoi effetti benefici su tutta la collettività, cioè non può non produrre occupazione, che deve essere "buona occupazione", cioè stabile, sicura e garantita.
In questo senso la lotta alla precarietà del lavoro deve essere una priorità assoluta. Questa ambizione richiede il concorso di tutti, ciascuno per la propria parte, e una nuova classe dirigente capace comporre tutti gli interessi della città.
Per questo abbiamo avanzato insieme a DS, Rifondazione Comunista e Verdi la proposta di Gaetano Papalia.
Un imprenditore che non è espressione del mondo comunista ma che non è lontano dal nostro mondo, per la sensibilità che ha dimostrato alle istanze del lavoro e ai bisogni sociali, aderendo e rilanciando l'esigenza di sviluppo socialmente, economicamente ed ecologicamente sostenibile per rappresentare la complessità e la complessività dell'idea di Rieti che abbiamo.
Una nuova stagione si aprirà se sapremo mettere in campo le nostre capacità, la forza delle nostre idee e riscoprire l'orgoglio della città.

Luca Battisti