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Laghi Rieti

LAGO DEL SALTO

Bello e suggestivo, è senz’altro un luogo di richiamo di molti visitatori rappresentando la perla della zona del Cicolano e della provincia e il bacino artificiale più grande del Lazio.
Il lago del Salto, di natura artificiale, venne creato intorno agli anni ’40 realizzando uno sbarramento del fiume Salto (diga di 90 metri).
Il lago si trova a 535 metri sul livello del mare, è lungo dieci chilometri e largo uno ed è estremamente articolato.
Lo scenario che regala il lago è reso ancor più particolare grazie ai paesi che lo contornano.
Si trova approssimativamente alla medesima altezza del Lago del Turano (535 metri s.l.m.) da cui è diviso dal monte Navegna ed è invece collegato con un canale artificiale di 9 chilometri.
Il lago del Salto chiamato anche di Borgo San Pietro, dal nome del paese che fu sommerso dalle acque del bacino, è lungo 10 chilometri e largo quasi un chilometro ed ha un perimetro che si snoda per 57 chilometri.

Lago del salto - Borgo San Pietro 1 Lago del salto - Borgo San Pietro 4
Lago del salto - Borgo San Pietro 3 Lago del salto - Borgo San Pietro 2

LAGO DEL TURANO

Di origine artificiale, venne realizzato ergendo una diga (alta 70 metri) intorno all’anno 1939 sbarrando l’omonimo fiume.
Il lago del Turano nasce nelle vicinanze del paese di Posticciola, per questo viene anche chiamato lago di Posticciola.
E' un bacino idroelettrico collegato al lago del Salto da una galleria.
E’ un lago lungo nove chilometri e largo due ed è utilizzato per alimentare la centrale elettrica di Cotilia. Una sua particolarità è la forma estremamente allungata.
Il lago sorge a 536 metri s.l.m., ha un perimetro di 36 chilometri ed una superficie di 5,6 chilometri quadrati. Il monte Navegna lo separa dal suo gemello, lago del Salto, dal quale si differenzia per la presenza di una penisola, che nasce nel suo punto di massima ampiezza sul quale sorgono le rovine del Castello del Drago.

Lago del Turano Lago del Turano

LAGO SCANDARELLO

Immerso in uno dei più caratteristici scenari offerti dai monti della Laga innevati per gran parte dell’anno che scandiscono i confini tra le regioni Lazio, Abruzzo e Marche, il lago di Scandarello nato artificialmente dallo sbarramento dell’omonimo fiume risalente al 1924, è lungo quasi tre chilometri. Fa parte interamente del territorio amatriciano.
Si trova infatti nella conca di Amatrice a 868 metri s.l.m. e raggiunge la profondità anche di 40 metri occupando una superficie di 0,8 chilometri quadrati. Suggestivo è lo scenario che gli fa da cornice, offerto da basse colline che lo circondano per tre chilometri.
E’ reso ancor più bello dai monti della Laga ed in particolare da vette (che raggiungono i 2500 metri), dove vivono animali come il lupo e l'orso.

LAGO LUNGO E RIPASOTTILE

Nel bacino del Velino, all’interno del perimetro della riserva naturale di Lungo e Ripassottile, si trovano due laghi residui dell’antica bonifica effettuata nel III sec.a.C. dal console romano Manio Curio Dentato. Il lago di Ripasottile ha una forma rettangolare ma è quasi diviso in due bacini da una penisoletta che si protende dalla sponda meridionale e rispecchia nelle tranquille acque del lago una vegetazione rigogliosa. A nord una stretta lingua di terra si allunga verso la foce del fiume Santa Susanna dividendo il lago da un piccolo specchio d’acqua a forma di sacco che i pescatori chiamano “la volta”. Dipende dal lago di Ripasottile un altro piccolo lago presso Casa Rossa che viene chiamano Lama della Casa. Sia il lago di Ripasottile che quello di Cantalice o Lungo appartengono al principe Potenziani per questo motivo vengono genericamente detti laghi di Potenziani. Il territorio intorno ai laghi è molti fertile e coltivato a barbabietole, frumento e granturco. La vegetazione è molto rigogliosa per la costante umidità del suolo. Intorno alle sponde di Ripasottile è un succedersi di boschetti di pioppi del Canadà e di filari di salici che si specchiano nelle limpide acque dando loro un bel colore verde scuro.

LAGO PATERNO

Secondo gli storici Dionigi di Alicarnasso e Marco Terenzio Varrone, motivo di interesse della città di Rieti era il lago di Paterno. Al centro dello specchio d’acqua sarebbe esistita un’isola galleggiante, formata da incrostazioni calcaree su residui vegetali sulla quale aveva sede il culto delle Lymphae commotiles. Il fatto è confermato sia da Plinio …in agro reatino Cu- tiliae lacum in quo fluctuatur insula, Italiae umbilicum esse, sia da Lucio Anneo Seneca.
Non è chiaramente accertato se il lacus Cutiliae, lago sacro di Paterno, corrispondesse , se non in senso territoriale ampio, alle acque Cutiliae divenute famose al tempo della dinastia Flavia.
Alcuni storici parlano del lacus Cutiliae come di un bacino di acque freddissime, oggi residuato nel pozzo di Retignano. Presso le sorgenti delle acquae Cutiliae l’imperatore Vespasiano, reatino di rango equestre, volle edificare la villa di cui fece le sua preferita residenza estiva. Anche Tito suo figlio, mostra affezione verso i familiari luoghi di origine e nei pressi del lago di Paterno, volle costruire la sua villa. Oggi poco rimane della costruzione essendo venute meno opere e manutenzioni idrauliche romane dopo il crollo dell’Impero, opere che permettevano il controllo del vicino fiume Velino le cui ricorrenti piene sconvolsero per secoli l’intera zona.

LAGO DUCHESSA

Sulla montagne della Duchessa, situate tra l’estremo limite sud orientale del Cicolano, al confine con l’Abbruzzo, si sviluppa un pianoro delimitato dai monti Morone e Costone e da Murolungo.
In questa vasta area prativa, punteggia da piccoli stazzi di pietra, pascolano greggi e mandrie fra distese verdeggianti, ravvivate da fiori policromi. In questa zona numerosi sono i depositi morenici uno dei quali è quello su cui si è formato il laghetto della Duchessa situato a 1788 metri sul livello del mare, rifornito soltanto dalle acque meteoriche e dalla fusione delle nevi. Il lago presenta un livello variabile in estate ma l’acqua non evapora mai completamente garantendo sicuro refrigerio alle mandrie di cavalli e mucche. Interessante è la fauna, la stessa che caratterizza i monti del Cicolano con una netta prevalenza per i rapaci, fra i quali spicca l’aquila, il falco pellegrino, il gheppio e la poiana.
Molte le specie acquatiche presenti come l’alzavola, la marzaiola e la moretta, che trovano nel laghetto della Duchessa sicura ospitalità insieme a diversi insetti acquatici e ad anfibi interessanti come il tritone crestato.

LAGO RASCINO

Il piano di Rascino situato a 1150 m.sul livello del mare è caratterizzato da un laghetto naturale dalla forma irregolare, piuttosto allungata e vagamente tentacolare, vicino al quale sorgeva un tempo il piccolissimo insediamento di Santa Maria i cui resti vengono oggi utilizzati come ricovero per la pastorizia transumante. Questo infatti è il regno delle greggi che in estate vivono indisturbate sull’altopiano, lasciato appositamente a pascolo e coltivato solo in piccoli appezzamenti a foraggio.
In zona si svolge ogni anno. A fine luglio, una frequentatissima mostra ovina, mentre ad agosto il piano diventa palestra per l’addestramento dei cani da caccia. In inverno, quando la neve ricopre e compatta il lago, Rascino diventa meta di piacevolissime escursioni per lo sci da fondo. Rinomato per la pesca del luccio e meta degli amanti del ledgering e dello spinning, il lago di Rascino, con le sue acque calme invoglia ad effettuare una rilassante passeggiata lungo le sponde.
Nel punto di ristoro detto “U Scertu” adiacente ad un fresco fontanile gradevoli odori invitano a degustare alcuni piatti tipici, come la “pizza rentorta” , il pecorino, e la lenticchia locale nota per le sue caratteristiche nutritive ed un sapore particolarmente piacevole al palato.

LAGO VENTINA

Il lago di Ventina è il più piccolo dei laghi Velini, diviso dal lago di Piediluco da una bassa groppa di calcarei cretacei. Situato nel territorio del comune di Labro, ha una forma press’a poco triangolare con il vertice posto ad oriente.
I dintorni sono tutti ricoperti di boschi e macchie rigogliose, pochi i terreni coltivati.
Le dimensioni massime del lago sono metri 600 di lunghezza e circa 200 metri di larghezza.
Il perimetro e di Km 1,5 circa e la profondità massima di mt 3,50. Il lago di Ventina non è alimentato da alcun emissario ma raccoglie soltanto le acque piovane del suo bacino ed inoltre riceve il tributo di quattro piccole sorgenti poste presso la riva meridionale.
Queste sorgenti sgorgano ai piedi del monte Lungo. Il lago gela completamente quasi ogni anno nei mesi di dicembre e gennaio, le sue acque dunque risentono molto delle variazioni della temperatura ambientale. Un tempo era ricchissimo di pesce.
Oggi nelle sue acque si trovano soprattutto tinche, lucci, leucischi, zatterini, scardole, e grosse anguille.

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